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Che cos'è il 3PL (logistica conto terzi)?

Nel 3PL un'azienda affida sotto contratto lo stoccaggio, la preparazione ordini e spesso il trasporto a un fornitore logistico specializzato. Nei settori regolamentati come il farmaceutico il lavoro è esternalizzato, ma la responsabilità sul prodotto resta al titolare; i ruoli sono in un contratto scritto.

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Questo contenuto ha solo scopo informativo. Non costituisce un'interpretazione normativa, un parere di audit né un'istruzione di conservazione per il suo prodotto. Fanno fede l'etichetta approvata del prodotto e le linee guida vigenti dell'autorità competente.

3PL è l’acronimo di third-party logistics, la logistica affidata a terzi. Invece di gestire un proprio magazzino, un’azienda affida lo stoccaggio dei propri prodotti, la preparazione degli ordini e spesso la gestione del trasporto a un’impresa che ne fa la propria specializzazione. Il fornitore logistico è la terza parte tra il titolare del prodotto e i clienti del titolare.

1PL, 2PL, 3PL e 4PL

Questa classificazione è ampiamente usata nel settore, anche se le definizioni variano leggermente da una fonte all’altra. In generale:

ModelloChi svolge il lavoroEsempio tipico
1PLL’azienda stessaDistribuzione con magazzino, veicoli e personale propri
2PLUn fornitore di un singolo bene o servizioUn vettore che si occupa solo del trasporto, un locatore che affitta solo lo spazio
3PLUn fornitore logistico che offre servizi collegati insiemeStoccaggio, gestione delle scorte, preparazione ordini e reportistica
4PLUn’impresa che gestisce l’intera catena per conto del titolareCoordinamento di più 3PL e vettori

Perché le aziende si affidano a un 3PL

L’investimento è il motivo più comune. Un’azienda che costruisce un proprio magazzino si fa carico dello spazio, delle scaffalature, delle attrezzature di movimentazione, del sistema di gestione del magazzino e del personale. Se la merce richiede uno stoccaggio condizionato, si aggiungono il monitoraggio della temperatura, la mappatura e la taratura. Con un 3PL, quell’investimento diventa una tariffa di servizio.

La flessibilità è il secondo motivo. Quando i volumi cambiano con la stagione o con il lancio di un prodotto, un magazzino fisso è o mezzo vuoto o troppo piccolo. Il terzo è la competenza: per farmaci, dispositivi medici o integratori alimentari, la tenuta delle registrazioni e la conoscenza normativa fanno parte del lavoro quotidiano di un magazzino specializzato.

Esternalizzare nel farmaceutico: chi è responsabile?

Le buone pratiche di distribuzione (GDP) dedicano un capitolo a sé all’esternalizzazione. Secondo il capitolo 7 delle linee guida GDP dell’Unione europea, l’azienda che esternalizza il lavoro (il committente) valuta se il fornitore (il fornitore incaricato) è competente per svolgerlo, e le responsabilità di entrambe le parti sono definite in un contratto scritto. Il fornitore incaricato non trasferisce a terzi il lavoro affidatogli senza una valutazione e un’approvazione preventive del committente.

In pratica questo significa che lo stoccaggio è esternalizzato, ma la responsabilità sulla qualità del prodotto non lo è. Come vengono segnalate le deviazioni, chi fa che cosa in un richiamo, gli audit e l’accesso alle registrazioni dovrebbero essere tutti scritti nel contratto. Il quadro più ampio della GDP è spiegato in un articolo a parte.

Che cosa cercare nel contratto

Le voci principali sono:

  • l’ambito del servizio e le condizioni di stoccaggio che copre,
  • gli indicatori di prestazione e la frequenza con cui vengono riportati,
  • la proprietà delle scorte e delle registrazioni,
  • come vengono gestite le differenze nei conteggi delle scorte,
  • l’assicurazione,
  • come vengono trasferiti scorte e dati alla fine del contratto.

Come si possono misurare le prestazioni è trattato nel nostro articolo sui KPI di magazzino, mentre le domande da porre a un fornitore sono trattate nel nostro articolo sulla scelta di un partner di stoccaggio.

Fonti

  • European Commission, Guidelines of 5 November 2013 on Good Distribution Practice of medicinal products for human use (2013/C 343/01), chapter 7

Solo a scopo informativo; non è un'interpretazione normativa né un'istruzione di conservazione.